IL PERCORSO DELLE NEUROSCIENZE / Giulia Torromino

Attualmente la psicologia biologica è fortemente influenzata dall’impostazione utilizzata dallo psicologo canadese Donald O. Hebb (1904-1985), che nel suo libro The organization of behaviour (1949) indicò teoricamente come un comportamento cognitivo complesso potrebbe essere realizzato da reti di neuroni attivi.
Negli ultimi decenni del secolo scorso le neuroscienze (termine coniato negli anni settanta dello scorso secolo), attraverso un approccio interdisciplinare, che coinvolge biologi, medici, psicologi, fisici, chimici, hanno raccolto una grande quantità di dati e informazioni su come lavora il sistema nervoso. L’interazione reciproca tra cervello e comportamento è oggi un assunto fondamentale delle neuroscienze: l’uno influenza l’altro e viceversa. Continue reading

SUL MATERNO, TRE “MODI” DI CREATIVITÀ FEMMINILE Virginia Woolf, Simone De Beauvoir, Julia Kristeva / Luna Sarti

La Woolf non si preoccupa in questa sede di definire cosa sia l’arte e perché un’opera sia da considerarsi tale ed un’altra no. Ella assume l’idea che la vera arte sia quella dotata di vita perpetua, ovvero in grado di esplodere e originare ogni sorta di altre idee 3.
Quello che la preoccupa non è quindi definire l’arte, quanto piuttosto identificare le cause che sottostanno alla esigua testimonianza di creatività femminile nel canone della letteratura inglese.
Nel suo saggio-racconto Virginia Woolf conclude che alla donna della storia occidentale fino al XIX secolo, la creatività sia stata largamente interdetta non per via di una sua incapacità essenziale, ma a causa del ruolo sociale che la cultura patriarcale le ha imposto come madre e moglie: apprendimento sin dall’infanzia dei segreti dell’economia domestica a discapito di un’educazione letterario-filosofica,  impossibilità di accedere alle università frequentate dai rampolli della classe dirigente, mancanza di tempo da dedicare all’attività intellettuale e soprattutto assenza di un proprio reddito. Nel quadro che ella traccia trovano spiegazione anche i casi di quelle donne che avevano eccezionalmente trovato un loro spazio come letterate o artiste, in quanto queste condizioni, per fortuite casualità, erano venute meno (per esempio Anne Finch, contessa di Winchilsea, e Margaret Cavendish, duchessa di Newcastle 4). Continue reading

MAURIZIO MOCHETTI. TRA RECORD, SPAZIO E RELAZIONE / Intervista di Dionigi Mattia Gagliardi

Ho incontrato alcune volte Maurizio Mochetti, in vari contesti. Questa volta nella sua nuova casa studio. Uno spazio laboratorio “invaso” da opere storiche e da quelle in progress. Mi ha accolto con grande gentilezza e disponibilità. Concordare l’intervista è stato un attimo. Telepaticamente aveva intuito quali erano le mie intenzioni.

Ho individuato vari concetti chiave della sua ricerca. Lui ne ha scelti alcuni.

Questo il metodo: Intervistatore (Dionigi) → domanda/concetto chiave; intervistato (Maurizio) → risposta/testo-immagine.

Ed ecco, qui di seguito,  cos’è accaduto.

Forma
Il cambiamento è dato da un’alterazione dell’ambiente vivibile. L’arte è inevitabilmente il nuovo rispetto alla storia. L’uomo cambia sempre e comunque forma, e quindi alimentazione, modo di respirare, ecc.. ed è per questo che è sempre teso verso il nuovo. Se la società codifica, l’arte decodifica. Lo strumento per realizzarla è il tutto che circonda l’uomo artista.

Maurizio Mochetti, 1987, Forme Piene Laser.

Maurizio Mochetti, 1987, Forme Piene Laser.

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Introduzione al Found Footage Film: sette ipotesi / Jacopo Natoli

La definizione del FFF come di un film realizzato con un “girato preesistente” è la più comune tra quelle attribuite al genere. Tale definizione, può essere considerata insufficiente, se non proprio falsa. Infatti, se così fosse, saremmo costretti a definire ogni film come FFF; e questo per due ragioni fondamentali. La prima ragione è di natura pratica: materialmente, un film non è (quasi) mai montato dal regista. Per il montatore, le immagini sono sempre girati preesistenti. La seconda ragione è di natura ontologica: le immagini girate sono sempre girati preesistenti. Continue reading

Fabio Mauri. Archivio di Memoria / a cura di Dionigi Mattia Gagliardi

Approfondire il lavoro di uno dei più importanti artisti italiani contemporanei. Come?
Creando un’inedita opera d’arte collettiva sotto forma di libro. Il soggetto?
Fabio Mauri, artista di grande rilevanza nella storia dell’arte del secondo ‘900.

In sintesi:  testi, disegni, foto, immagini.
Interventi di personaggi del mondo dell’arte, della scienza e della cultura principalmente italiana, i quali si sono relazionati con l’opera di uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana del secondo Novecento.
Immagini, molte inedite, in un excursus cronologico dagli esordi fino all’importante lavoro di tutela e promozione fatto in questi anni dallo Studio Fabio Mauri.

Un progetto di nodes, curato da Dionigi Mattia Gagliardi.
Pubblicato in 300 copie numerate in italiano e 150 copie numerate in inglese.
(Per acquistare il libro)

 

La Deprivazione Visiva come pratica sperimentale / Marco Marini

[…] La deprivazione visiva ha a che fare con la perdita del controllo visivo, con il risultato di veder crollare tutte le certezze affidate comunemente alla vista (senso giudicato spesso dominante),5 tutto ciò contribuisce a spostare l’attenzione dell’esecutore del compito sui propri movimenti e quindi sull’esperienza tattile. Tali meccanismi intaccano la percezione reale di ciò che viene fatto evidenziando i limiti percettivi di ognuno di noi: un comportamento spontaneo e non falsato da eventuali decisioni coscienti. La spontaneità risiede infatti in un atteggiamento non cosciente, in reazioni inusuali e inaspettate o quantomeno non pre-ordinate.
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Cartoline nodes 3/4

cartoline

 

Appena stampate le cartoline-dono!

Verranno inviate a tutti coloro che hanno contribuito con la somma di cinque euro al crowdfunding per la stampa di nodes 3/4.

Grazie!

Continuate a seguirci e a sostenerci vi terremo aggiornati su tutte le nostre attività.

 

 

 

Operazioni artistiche che coinvolgono il pubblico attivamente / Dionigi Mattia Gagliardi

[…] Molti artisti si sono trovati, in passato, a discutere sul problema della decontestualizzazione: René Magritte che considerava impossibile l’esatta traduzione dell’oggetto ad opera del linguaggio, ha lavorato su opere come ad esempio la celebre pipa con la didascalia “ceci n’est pas une pipe”; Marcel Duchamp, con i ready made, compie un’operazione di decontestualizzazione che fa recuperare all’oggetto il suo potere di scatenamento semantico, per cui il soggetto si trova ad effettuare molteplici e diversi tentativi di lettura fino allo stabilirsi di una nuova convenzione interpretativa. Se un individuo venisse invitato a partecipare ad una cena in un campo di calcio, sicuramente vi troverebbe qualcosa di strano. Allo stesso modo, invitato ad uno Speed date in una galleria d’arte o in un museo, come in un esperimento da me proposto, può presentare qualche riserva al momento della partecipazione. Nella circostanza classica degli incontri veloci, l’evento è realizzato in lounge bar con soggetti single che tentano la strada dell’incontro al buio, probabilmente perché incapaci di trovare un partner in altro modo o per provare una esperienza nuova. In questo caso, la predisposizione dei soggetti è totale anche se con tutte le riserve caratteriali e le paure che un incontro al buio può suscitare. Invece, è effettivamente difficile per il fruitore convenzionale vedere un’operazione di decontestualizzazione così forzata e in più trovarsi coinvolto in prima persona nella stessa. In un tale contesto è lo stesso fruitore ad essere osservato come opera d’arte collettiva, coinvolto in un tableau vivant attivo.

(testo estratto da: Gagliardi D. M., Operazioni artistiche che coinvolgono il pubblico attivamente, in nodes, anno I, n. 0, Numero Cromatico Editore, Roma, 2012).

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Alberto Oliverio – Cervello (intervista di Giulia Torromino)

Alberto Oliverio

Alberto Oliverio

 

(estratto da nodes, anno II, n. 1,  2013)

“Grazie ai progressi delle neuroscienze, il cervello è oggi un oggetto sempre meno misterioso () esiste oggi un sapere che non si basa soltanto su speculazioni teoriche ma anche, e soprattutto, su acquisizioni empiriche”. () L’analisi, scrisse Freud, si basa su «un procedimento di svuotamento strato per strato, che ci piace paragonare alla tecnica del dissotterrare una città sepolta». Questo processo di «svuotamento» riguarda anche le neuroscienze che, in poco meno di mezzo secolo, hanno compiuto progressi impressionanti, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista concettuale.”

(Alberto Oliverio, 2012)

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