Ringraziamenti

Ringraziamo il Caseificio Cimino (KR) e l’azienda vinicola Antiche Vigne (CS) per aver sponsorizzato, con i loro prodotti tipici,  l’evento di presentazione del libro Fabio Mauri. Archivio di memoria (Roma 1 aprile 2015). Continue reading

UN’INTRODUZIONE GENEALOGICA ALL’IMMAGINE-EVENTO / Jacopo Natoli

 Me: Che tipo di immagini avremmo avuto se l’11 settembre fosse accaduto nel 2011? Di sicuro, un aumento esponenziale dei punti di vista sull’evento. Avremmo visto immagini dall’interno delle torri…    Viste persone scendere le scale in fuga… avremmo avuto una dilatazione temporale dell’evento assoluta e non lineare… Fuori dall’organizzazione organica della televisione… Un flusso di immagini nella rete… L’attimo in cui il secondo aereo tocca la torre, sarebbe schizzato senza direzione… avrebbe attraversato la rete, anche la stessa immagine moltiplicata, ri-postata all’infinito, infiniti punti di vista, infiniti, contesti, infiniti contorni… un secondo trasformato in eternità, senza commentatori né giornalisti…

L’immagine-evento della rivoluzione Siriana è, in effetti, tutto questo. L’immagine è evento in quanto prodotta e distribuita da persone direttamente coinvolte nell’evento. In più è dilatata a tal punto da non poterla ridurre ad un termine identico “reale”, infinita com’è infinita la divisione istantanea fuori dalla percezione individuale. Il tempo dell’immagine evento è un tempo-assoluto.

Il cinema è tempo-rappresentato, cioè una “copia di luce” del “reale”. «Ci dava una “seconda natura” fatti di immagini (…). Il cinema ci fa vedere il movimento e il tempo. E può farcelo vedere secondo tutte le sue sintesi  perché lavora immagini-durata. Ma questa visione-rappresentazione avviene sempre in un tempo differito» (ivi, p. 202).

La televisione è tempo-reale, «doppia il mondo   con le sue immagini, le ricopre di uno strato di immagini-ricordo, nel momento stesso in cui qualcosa si riproduce» (ivi, p.202).

Con Internet siamo entrati in un altro tempo, il tempo-assoluto, dove il mondo non è ne rappresentato specularmente nel ri-prodotto sincronamente, bensì, potenziato all’infinito.

L’immagine-evento è libera, non si ri-conosce ne si specchia nel mondo, non è una coscienza ma neppure nessuna, ancora svincolata dal potere, ci pone davanti al mondo assumendone le dimesioni ontologiche, dilatazione infinita e senza spazio dell’attimo.

(estratto da Natoli J., Un’introduzione geneaologica all’immagine-evento, in nodes, anno I, n. 0, Numero Cromatico Editore, Roma, 2012).

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